Oggi a Genova 

Bus e ferrovia Genova-Casella, lunedì a rischio: quattro ore di sciopero il 9 novembre

La protesta proclamata dalla CUB riguarda il personale dell’Azienda Mobilità e Trasporti. Il sindacato denuncia carenze di manutenzione e organico, corse ridotte e peggioramento del servizio

Possibili disagi lunedì 9 novembre per chi viaggia sui mezzi dell’Azienda Mobilità e Trasporti. La CUB ha proclamato uno sciopero di quattro ore che coinvolgerà il servizio urbano di Genova, quello provinciale e la ferrovia Genova-Casella, con il bus sostitutivo.

Nel trasporto urbano e provinciale il personale viaggiante si asterrà dal lavoro dalle 11.30 alle 15.30. Per gli addetti non impegnati nella circolazione, compreso il personale delle biglietterie e del Servizio Clienti urbano, l’astensione è prevista nelle ultime quattro ore del turno: biglietterie e Servizio Clienti saranno garantiti fino alle 12.15. Nel servizio provinciale il personale delle biglietterie sciopererà dalle 11.30 alle 15. Per la ferrovia Genova-Casella, il personale viaggiante incrocerà le braccia dalle 11.30 alle 15.30, mentre per gli altri addetti valgono le ultime quattro ore del turno.

In ambito urbano saranno garantiti i servizi per le persone con disabilità. Nel trasporto provinciale resteranno attivi i servizi convenzionati dedicati alle persone con disabilità e agli anziani; garantiti anche i noleggi e i servizi aggiuntivi prenotati prima della proclamazione dello sciopero.

A motivare la protesta, secondo la CUB, è la situazione del trasporto pubblico locale, che il sindacato giudica critica. Nella dichiarazione si denunciano la scarsa manutenzione dei mezzi, in particolare di quelli extraurbani, la mancata riorganizzazione del settore manutentivo e la conseguente riduzione delle corse e del servizio. La sigla segnala inoltre una carenza cronica di personale, turni di lavoro peggiorati e frequenti tensioni tra autisti e utenti, che a suo dire sfociano talvolta in aggressioni.

Tra le ragioni indicate c’è anche il timore di una privatizzazione graduale legata al piano di risanamento dell’azienda, con aumenti già previsti per biglietti e abbonamenti a fronte di una riduzione del servizio. La CUB contesta inoltre la mancanza di chiarezza sul bilancio del 2024 e riferisce che le procedure di raffreddamento si sono concluse senza esito positivo: dopo l’assenza di una convocazione da parte dell’azienda il 7 ottobre, l’incontro in Prefettura del 22 ottobre non ha portato a un accordo.

Come elemento di confronto, in occasione dell’ultimo sciopero di quattro ore proclamato dalla CUB e svolto il 16 febbraio 2026, aderì il 22,90% degli operatori di esercizio urbani, il 14,55% di quelli provinciali e il 5,88% del personale della metropolitana. Non si registrarono adesioni tra gli addetti degli impianti speciali e della ferrovia Genova-Casella.


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